LAUTARO BARCELLONA: “QUESTO MATRIMONIO S’HA DA FARE”

E’ di alcuni giorni l’indiscrezione di mercato tra Inter e Barcellona per il trasferimento dell’ argentino alla corte di Quiquè. A mio modesto parere sarà un vero affare sia per la società meneghina che per il giocatore, forse un po meno per i catalani, la cui clausola di 111 milioni mi sembra un tantino esagerata. Il Toro ha un fisico da puntero e le movenze da mezza punta, ecco perché la stagione scorsa ha alternato alte e bassi all’ ombra di Icardi. Quest’anno con l’arrivo di Conte è stato in parte rigenerato e sempre schierato come partner d’attacco di Lukaku nel 3-5-2 del tecnico salentino, lasciando al gigante belga il compito di sfondare la rete, abbassando però i riflettori su un attaccante che per emergere ha bisogno di segnare. Andando in catalogna sostituirà molto probabilmente il pistolero Suarez, giunto ormai alle trentatré primavere e non proprio integro fisicamente, per poter affrontare al meglio il ricco programma dei blaugrana. Le sue caratteristiche fisiche e tecniche si sposano perfettamente con il suo alter ego Griezmann, meno possente fisicamente ma più agile tra le linee avversarie, che andranno ad interagire al servizio della pulce Messi, aprendogli spazi e portando via avversari lasciando poi al genio argentino la libertà di servirli o puntare direttamente la rete. Questo garantirebbe al Toro di segnare più goal, non solo per il gioco offensivo degli spagnoli, ma anche perché né Messi né Griezmann sono due veri bomber come lo è Lukaku fine a se stesso. Dal canto suo l’Inter potrà rinvestire la somma incassata per acquistare un degno partner d’attacco che si sposi perfettamente con le caratteristiche del ex Manchester United, come Chiesa o Mertens che con la loro velocità e senso del dribbling avranno meno problemi a servirlo in area di rigore. In piu la somma ricevuta servirà alla società neroazzurra per puntellare il centrocampo in qualità. In quanto né Brozovic né Barrella garantiscono quella fantasia, quel tocco necessario ad aprire le squadre avversarie con una semplice giocata. Poteva esserlo Stefano Sensi, ma il giovane ventiquattrenne umbro come nella sua precedente esperienza in Emilia, ha dimostrato di avere una muscolatura fragile che lo tiene troppo spesso lontano dai campi da gioco, benché il talento non manchi. Anche l’arrivo di Eriksen non sembra aver sortito l’effetto sperato, certo con la sospensione del campionato si è avuto poco tempo per poter apprezzare le sue gesta, ma l’impressione è che l’ex Tottehenam non si sia perfettamente integrato al calcio italiano e soprattutto agli schemi di Conte. In quanto il norvegese è un trequartista abituato a muoversi tra le linee degli attaccanti e non a centrocampo da vero e proprio play maker, penso che a fine stagione, se una fine ci sarà, verrà rispedito al mittente dove Mourinho lo ha clamorosamente bocciato.

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