ETERNI PRIGIONIERI DI UN CAPITANO

Francesco Totti ormai appartiene al passato della Roma anche se rimarrà per sempre nel cuore e nella mente dei tifosi giallorossi. Ma come si dice “ Il Lupo Perde il Pelo ma non il Vizio”. Infatti appena per il “pupone” si sono definitivamente chiuse le porte di Trigoria e le polemiche che hanno caratterizzato la sua gestione, è subito partito il tormentone Dzeko. Già la scorsa estate ci fu un tira e molla tra i capitolini e l’entourage del bosniaco per una cessione all’Inter, alla fine naufragata perché la Roma intendeva monetizzare di più dei tredici milioni offerti e poi con il successivo avvallo di Fonseca promuovendolo capitano. La verità è che la società americana non abbia una grossa liquidità da investire o meglio lo vuole fare ma con dietro un sicuro ritorno (vedesi il blocco della costruzione stadio) in più se ci mettiamo anche la mancata qualificazione Champions Leaugue, il dado è tratto. Farlo capitano è stata soprattutto una mossa commerciale, in quanto il numero nove è il giocatore più rappresentativo della squadra, quello con più esperienza e visibilità in campo internazionale, quello più amato dai ragazzi, quello che vende più magliette, aspettando la definitiva consacrazione del giovane Zaniolo. Per questo non è stato venduto, facendo due conti a quelle cifre meglio tenerlo anche perché trovare un degno sostituto a basso costo sembra abbastanza difficile, ma è stato commesso l’errore di prolungargli il contratto a cifre troppe rialzate per le casse societarie, che ora ai tempi del Coronavirus dove tutto è stato ridimensionato, risulta essere eccessivo per una squadra che molto probabilmente non parteciperà per il secondo anno di fila alla Champions League, la competizione più prestigiosa e dai maggiori introiti. Anche Fonseca ha commesso il suo errore pensando di poterlo rigenerare, dopo la sterile ultima annata con Di Francesco, con soli nove goal al attivo. Ma nella stagione in corso Edin sta nuovamente deludendo con un bottino di 12 reti e prove complessivamente sotto le più rosee aspettative, sebbene Covid-19 permettendo manca ancora quasi mezzo campionato da terminare Europe Leaugue compresa. Ma da quello che si è visto il calciatore non è proprio adatto al modulo del allenatore portoghese, il cui 4-2-3-1 prevede un attaccante più veloce e agile in grado di dialogare con i tre dietro che sono il fulcro del gioco realizzativo del allenatore ex Shakhtar, per i nostalgici tifosi romanisti ci vorrebbe un tipo alla Voeller per intenderci. Per questo oggi una sua cessione anche a dieci milioni potrebbe essere presa in considerazione, permettendo ai giallorossi di abbassare notevolmente il monte ingaggi, costringendo altrimenti lo società di Trigoria ad una estenuante trattiva per spalmare il contratto del bosniaco ad oltre il 2022 quando avrà già trentasei anni. La palla poi passerà al Ds Petrachi trovare un giusto sostituto a prezzi modici, l’identikit Vlahovic della Fiorentina non è male, ma l’investimento risulta essere troppo oneroso per le casse capitoline si parla di cifre che si aggirano intorno ai venti milioni e con la trattativa Friedkin arenatasi, ufficialmente per causa pandemia mondiale, ma con un una possibiltà di ripresa assai difficile e laboriosa, l’orizzonte Roma si fa sempre più scuro che Giallorosso.

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