La Fiorentina che verrà. Ora non si può più sbagliare.

In attesa che il campionato riparta, si aspetta ormai solo l’ok definitivo del governo che tarda ad arrivare ma alla fine arriverà, molte società hanno cominciato a sondare il mercato per la stagione futura che si preannuncia incerta e strana come non la si vedeva da tempo. I Toscani sembrano essere tra i più attivi, già nella sessione invernale sono arrivati Duncan e Amrabat, che andranno a sostituire i futuri partenti Badelj e Benassi, anche se quest’ultimo dotato di una buona capacità negli inserimenti che lo porta spesso sotto rete non sarebbe da scartare troppo frettolosamente , ma il “Cowboy” Commisso comunque non sembra volersi fermare qui. La Fiorentina al momento è un’ incompiuta, ha tutte le carte per fare il salto di qualità ma manca l’ultimo passo che deve arrivare dal mercato attraverso acquisti mirati e funzionali all’utilità della squadra. L’ Italoamericano sembra diverso da Pallotta o Elliott, ci mette sempre la faccia, ricorda molto più i vulcanici presidenti nostrani vecchio stampo che gli attuali magnati venuti da oltre oceano attratti solo dal business. Nella rosa c’è già un’ ottima ossatura su cui fare leva : Dragowski, Lirola, Pezzella, Milenkovic, Castrovilli, Chiesa e Vlahovic e su questi deve girare la nuova Viola. Discorso a parte merita Ribery, il francese ha subito sposato la causa diventando per il suo carisma un beniamino dei tifosi, ma con l’ età e sopratutto le condizioni fisiche può garantire uno scarso minutaggio. Ha un altro anno di contratto sarà utile per lo spogliatoio o da utilizzare a gara in corso e grazie al suo estro e alle sue giocate potrebbe essere un arma in più . Le due mezzali arrivate a gennaio citate in precedenza sono buoni gregari, ma li nel centro occorre un play maker da piedi buoni con ottima visione di gioco e non un tutto polmoni come Pulgar. In difesa Dalbert è un terzino anonimo, sarebbe da inserirlo in qualche giro di mercato per cedere un big e accontentarsi di una minestra riscaldata come Gagliardini o Nainggolan, Firenze non ha bisogno di questi giocatori. La rosa va anche ringiovanita, il trentatreenne Caceres non serve più di tanto alla causa gigliata. In avanti Chiesa vuol rimanere, anche in prospettiva Europeo. Nella maglia viola ha quel posto assicurato e quell’attenzione che in qualsiasi big italiana o europea al momento non troverebbe. Vlahovic è un talento che maturerà pure con l’eventuale arrivo di Bellotti. I due insieme non possono giocare ma nel mondo del calcio si sa i dualismi se ben gestiti possono far bene. Ora passiamo alle note dolenti ovvero gli errori di Prade, che dà l’impressione di buttare milioni al vento anziché seguire una precisa logica di programmazione che nel arco di un breve lasso di tempo porti i suoi frutti. In primis la conferma ad inizio stagione di Montella, un allenatore che stava portando il giglio nella serie cadetta salvatasi solo al ultima giornata . I 10milioni spesi per Pulgar che tolta la sua mira dagli 11metri non ha quelle caratteristiche che serve al centrocampo gigliato. L’infortunato Kouame un giovane di prospettiva pagato 13milioni ma rotto e non si sa se tornerà la pantera vista sotto la lanterna. Ed infine la ciliegina sulla torta il prestito a obbligo di riscatto su base 15milioni di Cutrone arrivato a sostituire la meteora Pedro, che in tempi addietro sarebbe diventato l’idolo della Gialappa’s . Difficilmente gli inglesi del Wolverhampton eserciteranno il diritto di “recompra”, per un giocatore che è solo un lontano parente di quello ammirato sotto i riflettori di San Siro. Per non parlare poi della cattiva gestione dei giovani. Ranieri mandato a fare le ossa ad Ascoli invece di rimanere ed ora infortunato o Sottil richiesto a inizio estate da mezza serie B dopo le belle prove di Pescara rimasto a marcire in panchina prima con Montella e poi con Iachini. Ecco il tecnico ascolano è un altro nodo da sciogliere. Il presidente è stato molto chiaro “ se non si riparte resta altrimenti dovrà guadagnarsi il posto”. Il 3-5-2 praticato non piace all’ambizioso imprenditore calabrese. Un gioco troppo difensivo adatto per una squadra che lotta per la salvezza e non per la Fiorentina che verrà nelle idee di Rocco Commisso.

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