Gennaro Gattuso : quando ti scatta l’ignoranza ….

Venerdì 12/6 è ripartito il calcio italiano con le semifinali e poi la finale di Coppa Italia. E’ stata una falsa partenza clamorosa, un regista cinematografico l’avrebbe liquidata subito con un“ Stop tutto da rifare”. Tre partite noiose con solo due reti condite da qualche palo o traversa e sopratutto tanti errori a partire dal rigore sbagliato di Ronaldo, all’ingenuità costato il rosso a Rebic, al tiraccio di Milik sotto porta mandando la sfera alle stelle. Per non parlare di quelle odiose bandierine virtuali sugli spalti dell’Olimpico, che compromettevano la visuale in Tv e che forse avranno confuso anche Sergio Sylvestre emozionatosi nel cantare l’inno d’Italia in uno stadio semi deserto. Verrebbe da dire che forse era meglio guardare Diretta Goal Bundesliga durante la quarantena, almeno ci si divertiva a suon di over.

L’unico a salvarsi da questa assurda ripartenza è stato Rino Gattuso. Balzato purtroppo alle cronache nazionali poco prima che tutto ripartisse per la prematura scomparsa della sorella Francesca, ricevendo il cordoglio di tutto il calcio italiano. Ringhio ferito nel cuore ha saputo riprendere in mano la sua vita ed è andato avanti verso il proprio destino che lo ha portato ad alzare il trofeo al cielo in quella surreale notte capitolina.

Gennaro Gattuso

Il ragazzo di Conegliano Calabro per certi aspetti caratteriali ricorda personaggi storici che hanno fatto la storia di questo sport e rimasti nell’immaginario popolare dei tifosi . Come Nereo Rocco che ti prendeva a calci nel sedere se lo chiamavi Mister, perché lui era “il signor Nereo Rocco Mona!” o il ruspante Carletto Mazzone, indimenticabile fu la sua corsa verso il settore ospite bergamasco nel rocambolesco 3-3 tra Brescia e Atalanta, un gesto che per la genuinità mostrata è stato apprezzato anche dai supporter nerazzurri. Rino a soli 42 anni conta già una discreta esperienza sulle panchine italiane e sotto quella scorza da duro si nasconde l’animo di un bonaccione con cui farsi mille risate.

Da giocatore era un mediano tutta grinta e polmoni idolo dei tifosi per l’impegno mostrato ogni volta che veniva chiamato in causa. La presa per il collo a Lippi dopo la finale vinta a Berlino è ancora negli occhi di tutti noi, quello era il suo ringraziamento all’allenatore viareggino per averlo portato sul tetto del mondo. Gli scherzi subiti a Milanello ad opera di Kaladze e Pirlo lo mandavano su tutte le furie e costringevano i suoi compagni a rifugiarsi negli sgabuzzini del centro sportivo, tra le ilarità di tutti. Per non dimenticare il suo faccia a faccia con lo squalo Jordan durante un Milan- Totthenam , proseguita in una rissa contro il gigante Bassong sotto il tunnel degli spogliatoi, dove in una simpatica e scherzosa intervista alle iene tutta in calabrese, Rino riferisce che vedendo “una mezza pugnetta come lui” il difensore inglese lo ha invitato ad un “you and me” sotto il tunnel e non si è fatto pregare due volte. Alla domanda del giornalista di come sia finita, risponde: “ Mi sono fatto rispettare”, coniando il termine “mi è scattata l’ignoranza” entrato poi nel lessico comune della nostra lingua.

Appesi gli scarpini al chiodo dopo 2 scudetti, una coppa Italia, 2 Supercoppa Italiana e 2 Uefa, 2 Champions, una Coppa del Mondo per Club, una Coppa del Mondo per Nazioni e un campionato Under 21 il buon Ringhio intraprende la carriera di allenatore. A questa notizia personalmente rimasi un po’ perplesso. Abituato a vederlo nel rincorrere palloni sul rettangolo verde e spezzare le trame del gioco avversario, la panchina dove le idee tattiche non sono mai state il suo forte mi lasciava scettico su un possibile successo. Ma per sua stessa ammissione, quando giochi da una vita ed hai la fortuna di farlo con campioni come Kakà, Pirlo, Robaldinho o Ibrahimovic giusto per citarne qualcuno, il calcio per forza di cose ti entra anche nella testa e l’ex numero 8 rossonero ha dimostrato di essere una persona intelligente.

Inizia la carriera con il Palermo del vulcanico Zamparini, passando per Ofi Creta fino ad arrivare al Pisa. Dove conquista la promozione dalla Prima Divisione alla B. Ma lo crisi societaria che attanaglia i Toscani lo costringe alle dimissioni. Poi arriva la chiamata che non ti aspetti: il Milan. Inizialmente gli viene affidata la Primavera, poi a campionato in corso subentra all’esonerato Montella. Con una squadra modesta rimane sotto la Madonnina per un anno e mezzo ottenendo anche buoni risultati, ma la mancata qualificazione Champions League per un solo punto, gli è fatale tanto da rescindere il contratto. Alla base del divorzio ci sono anche dei dissapori con la società, che ormai come quasi tutte in Italia non amano le bandiere che vengono scaricate alla prima buona occasione. Non ci sono più i presidenti di una volta che ci mettevano il cuore, ma sono tutti diventati dei Business Man.

A dicembre del 2019 ritorna in sella, viene ingaggiato dal Napoli per sostituire il suo ex allenatore Ancelotti. L’arrivo nel Golfo non è dei migliori con una vittoria e 4 sconfitte nelle prime 5 giornate di campionato, creando malumori nella tifoseria già invisa per il suo passato rossonero. Ma poi arriva la vittoria per 2-1 sulla Juventus , segno che il suo 4-3-3 comincia a dare i primi frutti inanellando 5 vittorie e una sconfitta, conquistando la semifinale di Coppa Italia e strappando un buon punto negli ottavi di Champions contro il Barcellona. Fino ad arrivare alla notte di Roma di nuovo di fronte agli acerrimi rivali bianconeri di Sarri e Higuain. La partita non è entusiasmante si trascina senza troppi sussulti fino ai rigori dove i partenopei hanno la meglio. Al rientro in città nella Stazione di Napoli una folla festante accoglie la squadra esaltando le gesta dei ragazzi di Gattuso. Rino nonostante l’ostilità iniziale grazie al suo carattere di combattente conquista anche il Vesuvio. In attesa della notte del Camp Nou per poter scrivere un nuovo capitolo della storia Azzurra ….

Festa per la conquista della Coppa Italia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...