Lecce: la fine di un salto

Dopo la vittoria nella Lega pro e ottenuta la promozione dalla serie cadetta il Lecce targato Fabio Liverani con un triplo salto torna nel calcio che conta dopo sette anni.

Liverani

Il mercato estivo 

Il presidente Sticchi Damiani non ci sta a fare il ruolo di cenerentola ed insieme al direttore sportivo Meluso, rinforza i salentini a dovere. Viene stravolto il reparto d’attacco dove al promettente Falco, vengono aggiunti Farias, Lapadula e Babacar. In difesa arrivano gli esperti Rispoli, Calderoni, Rossettini e il promettente portiere Gabriel. Mentre il centrocampo rimane invariato con le conferme di Tachtsidis, Petriccione e capitan Mancosu.

Meluso e Sticchi

La partenza

L’avvio di campionato non è dei migliori dove i giallorossi faticano sopratutto tra le mure amiche ( la prima vittoria è arrivata a febbraio contro il Torino). Le scommesse di Meluso: Imbula, Shakov e Benzar si rilevano infruttuose. Bomber Lapadula fatica ad entrare in forma e Babacar è un corpo estraneo alla squadra, salito agli onori di cronaca solo per le discussioni per battere i rigori con Mancosu. La panchina di Liverani viene più volta messa sulla graticola, ma le buone prestazioni fuori casa e gli ottimi risultati ottenuti nelle precedenti stagioni lo salvano.

Mancosu

Il mercato di gennaio 

La società però non rimane con le mani in mano e non vuole farsi trovare impreparata nella seconda parte del campionato dove la salvezza non è poi così un utopia. Dopo otto anni in difesa ritorna lo svincolato terzino Donati e vengono puntellati centrocampo con Barak e la trequarti che vede l’arrivo di Saponara.

Saponara

La ripresa

Il mercato comincia a dare i suoi frutti i nuovi innesti danno dinamismo e qualità alla manovra, aiutati dalle buone vene realizzative del capitano di origine sarde (il secondo centrocampista ad aver fatto più goal in Europa) e dal ex centravanti del Milan, finalmente in sintonia con gli schemi del tecnico, infortuni permettendo.

Lapadula

Alle belle prove con Inter e Lazio si alternano però partite sfortunate come lo scontro fratricida con il Genoa, perso per un incolpevole autogoal di Gabriel e la beffarda sconfitta di Bologna nei minuti finali dopo essere riusciti a recuperare il match. Si arriva all’ultima giornata proprio ad un punto dai liguri per non retrocedere. Anche nella partita contro il Parma al Via Del Mare è un episodio sfortunato a condizionare il match. Il tiro di Hernani che sbatte sul palo con la palla che va a finire sulla gamba di Lucioni e termina alle spalle del numero uno giallorosso, mette il match subito in salita. Il triplice fischio finale vede i salentini soccombere per 3-4 ( una eventuale vittoria sui ducali sarebbe stata inutile visto la contemporanea vittoria del Genoa) e il mesto ritorno in serie B.

La serie A

Arrivati in serie A la prima volta trent’anni fa guidati da Causio e gli argentini Barbas e Pasculli, con Fascetti in panchina per i salentini questa è la quinta retrocessione nella serie cadetta a fronte dei sedici campionati disputati in A. Nonostante il tecnico Liverani sarà sicuro partente, le ambizioni del presidente Sticchi e la voglia di rivincita del caldo pubblico salentino ( più di diciottomila abbonati in questa stagione), sono le basi da cui ripartire per una pronta risalita, che la città merita.

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