Hugo Campagnaro campione in punta di piedi ….

Dopo la finale play out vinta dal Pescara 2-1 sul Perugia, da l’addio al calcio giocato a 40 anni compiuti il difensore Hugo Campagnaro. Ai più questi nome non dice nulla, tranne per qualche goal inaspettato che ha fatto la gioia dei fantallenatori. Ma per i tifosi che hanno visto l’argentino vestire la loro maglia, Hugo Campagnaro è sinonimo di forza, grinta e attaccamento ai colori.

Gli inizi tra Argentina e Piacenza

Muove i primi passi da calciatore come attaccante nel Deportivo Morón squadra del campionato di serie B della Lega Argentina. Qui viene notato dal responsabile del area tecnica del Piacenza Fulvio Collovati, che insieme al presidente Garilli nel giugno 2002 lo portano in Italia. L’allora allenatore Agostinelli, notando la sua prestanza fisica fatta di grinta e reattività ne intuisce le potenzialità spostandolo nelle retrovie come difensore centrale. La sua avventura nel campionato italiano nonostante i primi goal con una doppietta contro il Perugia, finisce però con una retrocessione. L’umile argentino, non si scompone e rimane in terra Emiliana per 5 stagioni totalizzando 127 presenze e 10 reti, grazie alle sue capacità di inserirsi nel area avversaria durante i calci da fermo.

Con il Piacenza

Sampdoria

Nel estate 2007 arriva la chiamata della Sampdoria, ritornando nella massima serie dopo un lungo purgatorio nella nostra serie cadetta. In maglia blucerchiata esordisce nella ormai vecchia Coppa UEFA, segnando il punto della vittoria. Diventando subito l’idolo dei tifosi di casa grazie al senso dell’anticipo e aggressività agonistica, che lo rendono un giocatore difficile da superare, avvalendosi del soprannome di El toro. In Liguria però iniziano anche i suoi guai fisici con una lesione al polpaccio destro, che minerà per diversi tratti la sua lunga carriera.

In maglia blucerchiata

Napoli

Dopo 38 gettoni e una sola rete arriva la chiamata del Napoli. Con cui rimarrà per 4 anni. Sotto la guida di Mazzarri viene trasformato nel ruolo di esterno sinistro a centrocampo, portando avanti la manovra dalle retrovie, essendo dotato di una buona tecnica e visione di gioco. Quella con gli azzurri sarà la maglia in cui farà più presenze 118 condite da 4 sigilli, esordendo anche in Champions League.

Nel Napoli

Inter

A scadenza di contratto nel 2013 viene preso dal Inter, dove ritrova il suo mentore Mazzarri. Qui tra alti e bassi ed i soliti guai fisici trascorre due anni dove il nuovo tecnico Mancini, causa i diversi infortuni dei suoi compagni lo schiera anche nel insolito ruolo di terzino destro.

Vestito di nerazzurro

Pescara

Nella stagione del 2005 il Pescara viene da una cocente sconfitta ai play off contro il Bologna e nel mercato estivo vede tra gli altri la partenza di Salomon, leader della difesa. Così il sodalizio biancazzurro per sopperire a questo buco difensivo acquista il roccioso difensore. In città il suo acquisto è accolto con stupore. Un giocatore che ha disputato 14 presenze con la nazionale Albiceleste disputando anche il mondiale 2014 ( una presenza contro la Bosnia) finita poi con la sconfitta in finale contro la Germania.

Con l’Albiceleste

Il suo attaccamento ai colori Adriatici lo dimostrata subito, diventando un beniamino della tifoseria, per la sicurezza che da in campo e conquistando al primo anno subito la promozione in A. In terra Dannunziana disputa 5 stagioni, gli ultimi due con contratto a gettoni per via sempre della lesione al polpaccio che gli fanno centellinare le presenze sul rettangolo verde. Ma il suo apporto non viene mai a mancare quando chiamato in causa. Fino alla notte del Renato Curi, dove con suo spirito guerriero guida la squadra alla conquista della permanenza in serie B, nello scontro diretto da dentro o fuori contro il Perugia, rimanendo in campo fino alla metà del primo tempo supplementare.

La sua ultima maglia del Pescara

Appesi gli scarpini al chiodo Hugo ha deciso di legarsi alla città Adriatica, in cui si dedicherà alla carriera di allenatore partendo dal settore giovanile, in collaborazione con un altro idolo di casa Marco Sansovini e poi chi sa …. per questo campione silenzioso che non molla mai ….

L’ultimo obiettivo raggiunto

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