Robert Lewandowski: l’uomo dei record

Domenica 23/8 il Bayern Monaco si appresta ad effettuare l’undicesima finale Champions di cui 5 vinte. A trascinare i bavaresi nella loro ennesima impresa è stato il suo attaccante Robert Lewandowski.

Famiglia e vita privata

L’attaccante festeggia un goal in un bacio appassionato con la moglie

Il polacco è un atleta nato che ha lo sport nel dna, viene da una famiglia di sportivi. Milena Lewandowska, sorella di Robert, è una pallavolista. Il padre, Krysztof, è stato un campione di judo e anche un calciatore nella serie B polacca. La mamma una pallavolista professionista. La moglie, Anna, ha vinto la medaglia di bronzo ai Mondiali di Karate del 2009. La bella lady è anche una appassionata di fitness e gestisce un blog dando consigli per mangiare sano. Salita alle cronache di gossip qualche anno fa per aver noleggiato un elicottero alla modica cifra di 5 mila euro, per il raggiungere il paese più vicino dove si trovavano lei è il marito per mangiare delle brioche. Già perché al contrario dei suoi colleghi più reclamizzati come Ronaldo, Neymar o Messi, il polacco ha una risonanza mediatica inferiore, mai presente sui rotocalchi rosa. Insieme alla sua famiglia e la figlia Klara è solito rifugiarsi a Stanclewo uno sperduto borgo nel nord della Polonia di soli 400 anime, declinando la mondanità di Ibiza o Formentera. Molto religioso, ha preteso un incontrato con Papa Francesco nel 2014, il giorno successivo alla vittoria del Bayern all’Olimpico contro la Roma (1-7). In patria è considerato il giocatore più forte di tutti i tempi, ha vinto per 6 volte il premio come miglior giocatore polacco dell’anno. Lo vince ininterrottamente dal 2011. Superando di gran lungo i suoi connazionali come: Włodzimierz Lubański, attaccante di straordinario impatto considerato il Pelé bianco miglior marcatore di sempre della Nazionale (prima del suo arrivo), la funambolica ala sinistra Robert Gadocha che s’impose al Mondiale del ’74 dopo il quale divenne il primo giocatore polacco ad attraversare la Cortina per giocare in un club occidentale o il più conosciuto Zbigniew Boniek che salì sul tetto d’Europa con la Juventus targata Platini. Tanto che ha Kuźnia Raciborska, un piccolo comune polacco del distretto di Raciborz, nella Slesia, gli è stato dedicata una via, come ringraziamento per i suoi goal volti a qualificare la nazionale biancorossa ai mondiali di Russia 2018.

La carriera

Da calciatore muove i primi passi nel Lech Poznan dove vince campionato, coppa e Supercoppa, salendo subito alla ribalta europea e viene acquistato dal Borussia Dortmund. Prima di loro era arrivato però il Genoa attirati da quel diamante grezzo di appena 21 anni, che in una stagione aveva segnato 18 reti in 28 partite di campionato. Sul perché di quel clamoroso dietrofront ancora oggi ci sono diverse versioni. Alcuni parlarono di un problema legato a commissioni troppo alte, altri di un tentativo del Lech di alzare il prezzo, altri ancora asseriscono che il presidente Preziosi non rimase favorevolmente colpito dal fisico del giocatore. Sta di fatto che anche nella Ruhr alza al cielo per due volte il Deutsche Meisterschale, una coppa e Supercoppa nazionale. I gialloneri però lo lasciano arrivare a scadenza di contratto ed il Bayern Monaco non si fa sfuggire la ghiotta occasione. Dopo che era saltato un suo trasferimento al Real Madrid, per clausole anomale inserite sul contratto come: non avrebbe potuto utilizzare moto o motoscafi, ma non solo. Vietati anche lo sci, il parapendio e l’arrampicata su roccia. In maglia bavarese avviene la sua definitiva consacrazione che lo portano ad essere tra i migliori attaccanti del mondo. Diverso dai top player moderni, Robert gioca prevalentemente nel area di rigore avversaria. All’interno dei 16 metri è una vera e propria sentenza. Bomber dal fisico longilineo usa entrambi i piedi, abile di testa, precisione nel tiro (specializzato anche nei calci piazzati), senso di posizione, accelerazione e visione di gioco al servizio dei compagni. Basta dare un occhiata sui canali YouTube per scoprire che dentro l’area segna in tutti i modi possibili, facendo sembrare tutto facile. Nel 2017 in una partita contro il Wolfsburg entrò nel secondo tempo dalla panchina, ribaltando il mach in nove minuti segnando cinque goal e lasciando sconvolto anche il suo mister Guardiola. Domani sera se il Bayern gioca per il triplette, anche lui va a caccia di un record tutto personale quello di essere capocannoniere in Dfb-Pokal, Bundesliga (vinta per la quinta volta consecutiva) e Champions League. In più nella competizione dorata ha portato il suo bottino di goal a quota 15 in una stagione, con soltanto 9 partite all’attivo. Meglio di lui nella storia, a livello di marcature in una singola edizione, ha fatto soltanto Cristiano Ronaldo (17 e 16). Con il portoghese si contende anche un altro primato, il numero 9 è andato a segno per la nona volta consecutiva in Europa, ovvero in tutte le partite disputate in questa annata. Meglio di lui ha fatto solo Cr7 nel 2018, fermatosi ad 11, un altro record da poter festeggiare magari nella prossima edizione. Nonostante quest’anno il pallone d’oro non venga assegnato (lo avrebbe vinto a mani basse è stato lanciato un hashtag a suo favore), il polacco ha ancora fame, dal post Covid ha segnato 16 reti in quindici incontri e non penso voglia fermarsi proprio adesso sul più bello. Neymar e Mbappé in vista di una sfida dal sapore spettacolare sono avvisati!

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