Finalmente è Leeds United

Il ritorno

Dopo sedici lunghissimi tribolati anni il Leed United, una delle squadre più blasonate del Regno Unito ritorna in Premier League. Alla prima giornata conclusasi con un pirotecnico 4-3 all’Anfield Road contro il super Liverpool fa seguito un altro 4-3 nel Elland Road ai danni del Fullham che porta la squadra di casa ai primi tre punti nella massima divisione inglese.

La storia

Facendo un passo a ritroso nel tempo il Leeds United è stato fondato nel 1904. Nel suo palmares ci sono: tre campionati inglesi l’ultimo nel 91/92, una Coppa d’Inghilterra, due Supercoppa, una Football League Cup e due Coppe delle Fiere. Tutte a cavallo tra gli anni sessanta e settanta, sotto la guida del leggendario Don Revie ex seconda punta che compi un vero e proprio miracolo portando i Whites dalla First Division al tetto d’Europa fino a disputare anche una finale di Coppa delle Coppe e Coppa dei Campioni. L’ultima apparizione nel calcio che conta è stata nella semifinale di Champion League stagione 2000/2001 eliminati dal Valencia di Héctor Cúper. Da lì inizia l’ennesima decadenza societaria che ha caratterizzato da sempre la storia del club, dove il presidente Peter Ridsdale non riesce a far fronte al forte indebitamento venutosi a creare per rinforzare una squadra che non riesce ad ottenere nessun risultato sul campo, vedendosi venir a mancare introiti da sponsor e tv. Con il susseguirsi di cambi proprietà e panchine girevoli, si tocca il punto più basso della centenaria maglia bianca nella stagione 2006/07 ovvero la retrocessione in League One. Tra i vari presidenti c’è stato anche Massimo Cellino mai ben visto dalla tifoseria causa un passato finanziario poco chiaro, finché non vende al suo connazionale Andrea Radrizzani imprenditore milanese che opera nel campo della moda e del calcio. Al secondo anno con l’arrivo in panchina del loco Bielsa, si c’entra subito la promozione vincendo la Championship e permettendo ai calorosi Service Crew (come sono chiamati i suoi supporter) di tornare nel élite del calcio d’oltre manica.

Perché Loco

Definire Bielsa il loco (pazzo) è un po’ retorico. Il soprannome è dovuto al suo modo di fare che lo porta ad esagerare in tante cose, ma con un solo obiettivo in tutto quello che fa: migliorare il club per cui lavora, partendo proprio dai giocatori intorno a lui. Il suo è un 4-1-4-1 offensivo basato sul pressing asfissiante partendo dalla trequarti avversaria, ad una elevata intensità con baricentro alto e giocate in verticale.

I Peacocks

In porta il giovane Meslier sembra aver scacciato definitivamente Casilla. Forte della sua altezza bravo sulle palle alte e nelle uscite, deve un po’ migliorare nel gioco di piede fondamentale per il tecnico argentino. Ai suoi lati Ayling a destra difensore duttile che può giocare anche in mezzo abile in fase difensiva e Dallas a sinistra uomo tutta fascia più offensivo rispetto al compagno di reparto portandosi spesso in zona rete. I centrali sono il roccioso capitano Cooper e il talentuoso tedesco Koch. A lui spetta la costruzione della manovra dal basso, con la difesa molto larga permettendo l’inizio d’impostazione. A protegger loro il mediano Philips fisico possente equilibratore della squadra. Nella mediana Hélder Costa e Harrison sono gli esterni rapidi e veloci con una certa famigliarità in zona goal che diventano in fase di possesso palla delle vere e proprie ali d’attacco che si allargano per favorire gli inserimenti di Hernandez centrocampista di estro e fantasia e Klich più fisico rispetto allo spagnolo, dinamico e duttile bravo nel giocare senza palla e proteggere l’unica punta Bamford. L’irlandese dal fisico possente ha un discreto fiuto del goal e si distingue sopratutto nel gioco di sponda per l’inserimento dei sui compagni.

Questi sono i Peacocks del Loco tornati in Premier non per far da comparse.

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