Allenatori in bilico: un panettone non per tutti!

Ci si appresta ad un vero e proprio tour de force con tre match nel giro di una settimana prima della sosta Natalizia. Molti allenatori sono appesi ad un fil di lana e proprio da questo filotto di partite dipende il loro futuro, che al momento li tiene ancora seduti sulle panchine di appartenenza.

Chi rischia di più è sicuramente Giampaolo a Torino. La squadra non ha una propria identità di gioco, i continui cambi di modulo dal 4-3-1-2 al 3-5-2 ne sono la testimonianza. Uomini inadeguati agli schemi del tecnico abruzzese e giocatori ormai fuori dal progetto rendono la situazione davvero critica in casa granata. D’Aversa e Semplici sono già alla finestra.

Nel occhio del ciclone anche Stroppa a Crotone. Il 4-1 rifilato allo Spezia è una manna dal cielo, che ha permesso ai pitagorici di respirare e rimanere aggrappati al treno salvezza. I prossimi tre incontri con Udinese, Sampdoria e Parma, di cui i primi due lontano dallo Scida sono un bel banco di prova da superare, dove i rossoblu si giocano gran parte del campionato. Anche qui già circolano le possibili voci di sostituti come i ritorni di Zenga o Nicola. Più difficile D’Aversa, che accetterebbe soltanto a fronte di un mercato di riparazione ambizioso.

Chi deve stare attento è anche Prandelli a Firenze. Il suo arrivo non ha portato gli effetti sperati un punto in quattro match e tanta confusione, il richiamo di Iachini potrebbe non essere una semplice utopia.

Con l’acqua alla gola Maran al Genoa. Senza un vero tema tattico e una mentalità ben precisa. Duro il prossimo match al Marassi dove arriva la capolista Milan, più abbordabili le successive partite con Benevento e La Spezia. Nicola ben visto dal ambiente sarebbe un gradito ritorno per i tifosi, ma non sono da escludere le piste Semplici e il solito D’Aversa, che ha collaborato a Parma con il ds Faggiano. Anche se il vulcanico Preziosi sembra strizzare l’occhio a Thiago Motta.

Non dorme sogni tranquilli Siniša Mihajlović in Emilia. Il serbo gode della stima di tutto l’ambiente e società, ma le ultime prestazioni sopratutto la debacle contro la Roma, hanno accesso qualche campanello d’allarme in casa rossoblu. Per il momento tutti in ritiro!

Analoga situazione a Genova sponda blucerchiata. Sir Ranieri è rispettato da tutti, ma dopo alcune belle prove iniziali la Sampdoria arranca ed i primi mugugni si cominciano a far sentire.

Le luci di San Siro salvano ancora Liverani, secondo rocambolesco 2-2 al Meazza. I ducali con i nuovi arrivi sono un cantiere aperto e nonostante il tecnico ex Lecce non sia proprio stimato da tutti, un po’ di tempo gli va ancora concesso, salvo cataclismi in questi ultimi tre match del 2020.

In conclusione qualcuno alla fine il famoso panettone potrebbe davvero non mangiarlo. Nel calcio si sa i primi a pagare sono sempre gli allenatori. Ma se andiamo ad analizzar bene le rose di queste squadre, miracoli non se ne possono fare, a volte sembrano dei veri e propri Don Chisciotte contro mulini al vento. Al Torino manca: un trequartista, un play maker ed un partner per il Gallo Belotti, senza dimenticare quei giocatori che giocano contro voglia. Nella Sampdoria, Ranieri non sa più chi affiancare al trentasettenne Quagliarella. Al già rotto Gabbiadini, hanno pensato bene di prendere per l’infermeria il senegalese Keita. Nel Crotone ditemi un giocatore da serie A. Stessa cosa dicasi al Genoa se si escludono alcuni elementi come possono essere Perin, Criscito e Zappacosta, quest’ultimi due tra l’altro infortunati cronici. La Viola ha una squadra logora di ex giocatori come: Ribery (che ora afferma di essere condizionato dalla mancanza del pubblico), Borja Valero, Bonaventura ed a quando emerso dalle ultime prestazioni anche Callejon. Il Bologna non ha qualità in mezzo al campo eccetto quando si accende il discontinuo Soriano e manca di una vera prima punta da diverse stagioni. L’ultimo che si ricordi è Destro in quel poco che ha fatto vedere. Nei cugini gialloblù invece sono arrivati una serie di sconosciuti di cui l’unico buono pare essere Cyprien, ma la sua cartella clinica prima di prenderlo forse nessuno l’aveva letta. Sarebbe il caso che le società prima di tagliare teste dovrebbero fare un attento esame e forse rendere il loro mea culpa rimediando nel imminente mercato di riparazione. …. Ad ognuno le proprie colpe! ….

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