Lo sfogo di Sebastiani 🤦🏻‍♂️

Abbiamo disputato un primo tempo inguardabile, senza impegno e cazzimma. Abbiamo giocato contro un’ottima squadra, ma abbiamo preso due gol evitabili. Non abbiamo reagito. Sono molto arrabbiato e mi farò sentire con la squadra. Non prenderò provvedimenti, ma se ci sono giocatori che credono di essere migliori di altri e di non dover dare il massimo in campo non mi va giù. Chi non se la sente può sedersi sulla panchina, non mi importa dei nomi. Bisogna lottare, la squadra è importante e per i valori che ha non è da ultimi posti. Mi sono abbondantemente rotto i c*******. La colpa non è dell’allenatore perché lavora bene e io lo vedo, se facciamo una partita buona e due no, allora c’è qualcosa che non va nella squadra. La maggior parte della colpa se la devono prendere i calciatori. Quando non arrivano i risultati la colpa è di tutti. L’allenatore trasmette dei concetti, se poi però si va in campo passeggiando o giocando per sé, quello che si prova in settimana sfuma. La Salernitana giocava palla lunga su Djuric e ci metteva in difficoltà. Dobbiamo cambiare atteggiamento. In questa ultima settimana di mercato non ci saranno rivoluzioni, abbiamo le idee chiare e siamo già a buon punto. Dobbiamo darci una svegliata, non dobbiamo pensare di essere troppo bravi e belli. Serve capire che oltre alla bravura va messo qualcosa in più. Se c’è qualcuno che non vuole stare a Pescara, può andare via. Morirò con chi starà dalla mia parte, forse Pescara è diventata un Isola Felice e forse io sono diventato una testa di c****o”

(Sembrerebbe riduttivo dire che la stragrande maggioranza del pubblico pescarese si trovi d’accordo con lo sfogo di un arrabbiatissimo Sebastiani sopratutto nel ultima riga del intervista …..)

Nelle dichiarazioni rilasciate ad una nota emittente locale ci è andato giù pesante il presidente, senza peli sulla lingua puntando il dito dritto contro la squadra.

Dopo la trasferta di Reggio Emilia che aveva acceso qualche facile entusiasmo, faticando non poco contro quella che comunque fino ad ora è la cenerentola del torneo, nei successivi match con Cremonese e Salernitana è scesa in campo una squadra molle, incapace di reagire sopratutto mentalmente, insomma è vero: senza cazzimma. Ci sono giocatori che in mezzo al campo vagano o vanno ad intermittenza: Galano ci prova ma senza convinzione, il goal sbagliato ad inizio ripresa che avrebbe potuto riaprire la partita è clamoroso. L’infortunio alla spalla pare essere più serio del previsto e questo potrebbe precluderebbe la sua partenza verso Bari. Bellanova giovane di belle speranze scuola Atalanta e Nazionale Under 21, ne fa una si è due no. Valdifiori sembra aver smarrito quella intelligenza tattica che ha sempre contraddistinto la sua carriera. Bocchetti arrivato a Pescara con non pochi problemi muscolari, ha perso di lucidità non trasmette sicurezza al reparto, lui che ne dovrebbe essere il leader. Jaroszyński ha causato prima lo sfortunato autogoal contro la Cremonese e sabato è stato sovrastato da Djuric all’Arechi di Salerno. Frustante vederlo giocare, nonostante ci siano le attenuanti che giochi in ruolo non propriamente il suo, visto che nasce come terzino fluidificante. Maistro andato via Oddo ed arretrato sulla mediana, da uomo in più è diventato un corpo estraneo alla squadra, così come Crecco e Busellato ogni volta che chiamati in causa. Se poi come nelle ultime prestazioni gioca male anche Ceter la frittata è fatta.

Poi ci sono quelli che non si capisce di che pasta sono fatti come: Fernandes, Guth, Nzita, Riccardi e Vokic, sbarcati all’ Adriatico in base a chissà quali giri di mercato.

Tutto il meccanismo messo nelle mani prima del fallimentare Oddo, che dopo la promozione con il Pescara, ha collezionato solo esoneri e poi di Breda. Quest’ultimo non avrà tutte le colpe, ma anch’esso ha dimostrato vistose lacune tattiche. Se il match si mette sulla battaglia, allora i biancazzurri possono dir la loro. Se invece si gioca con il fioretto dove occorre la sapiente mano del mister per non farsi imbrigliare dagli avversari le cose cambiano. Giocatori fuori ruolo, difesa sempre mal registrata e azioni corali della manovra che latitano, sono la riprova di tutto ciò.

Le critiche alla squadra di Sebastiani sono per certi versi giuste, ma fare il proprio mea culpa non sarebbe neanche sbagliato. Un gruppo che per l’ennesimo anno è stato stravolto (l’anno scorso Zappa non aveva finito la sua prima sgroppata sulla fascia che già era stato venduto) con prestiti, riscatti e giri vari senza mai creare una continuità di rosa che porterebbe sicuramente a risultati migliori. Il duro sfogo è dovuto sopratutto alla consapevolezza che il proprio progetto di calcio business, che ha spento una piazza tra le più passionali della categoria, naufragherebbe in caso di retrocessione nella Prima Divisione, dove verrebbero a mancar meno gli introiti e gli aiuti dalle società più blasonate.

Ora in seno al mercato invernale un’ altra mini rivoluzione sembra già essere in atto, con una tifoseria ormai stanca che si sente depredata della sua maglia in mano ad un imprenditore che guarda solo i suoi tornaconti.

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