Cagliari: testa alla Roma

A sei partite dal termine con le due vittorie consecutive il Cagliari ha rilanciato le sue ambizioni di salvezza ed ora è arbitro del proprio destino. I tre punti che la separano dal limbo, fanno si che la serie A non sia più una chimera, ma il calendario rispetto alle altre concorrenti, in cui aggiungerei tutte quelle fino a quota 33, non è dei più agevoli. L’organico però messo a disposizione di Di Francesco prima e Semplici poi a mio avviso è di primissimo livello per l’obbiettivo da raggiungere, occorre carattere, concentrazione ed equilibrio tattico tra tutte le parti chiamate in causa.

Se gli isolani sono quelli del pirotecnico 4-3 contro il Parma non andranno da nessuna parte. Con i ducali si è vista per larga parte una squadra non attenta che andava ad intermittenza, concedendo troppi spazi ai crociati ed è solo grazie alla scarsa caratura degli avversari che poi si è riusciti a ribaltare il match. Al di là dello sfogo di Cerri; nel momento in cui un giocatore così non serve, in quanto bisogna fare gruppo e remare tutti dalla stessa parte. I mugugni su di lui sono dovuti sopratutto per la scelta a sorpresa di Semplici preferendolo ai più quotati Pavoletti e Simeone, nel match malamente perso contro il Verona. E l’attaccante emiliano come sempre quando chiamato in causa ha deluso, quindi c’e poco da recriminare meglio forse fare il mea culpa per le precedenti occasioni perdute, anche se a dir la verità un po’ poche.

Ad Udine invece si è visto un Casteddu diverso: ordinato ed organizzato. Una partita bloccata anche per le caratteristiche dell’avversario che ha a fatto al caso degli uomini di Semplici, con un Joao Pedro sublime, il goal annullato è una magia mancata tolta agli almanacchi del calcio. Penso che la mentalità per affrontare il delicatissimo rush finale sia proprio questa. Squadra attenta e volitiva con un discreto possesso palla, dando sempre l’impressione di tenere sotto controllo il match anche quando si soffre.

Domenica ci sarà la Roma ormai concentrata sulla Europa League, ma pur sempre una nobile del calcio italiano con elementi di qualità a cui non si può permettere nulla. Solo rimanendo convinti dei propri mezzi; perché gli uomini ci sono, basti paragonare la propria rosa a quelle per esempio di Benevento, Spezia ma anche Genoa, i rossoblu sono nettamente superiori e non hanno nulla da invidiare neanche a Torino e Fiorentina. Ma bisogna crederci solo così a fine maggio si potrà ripartire magari cercando di ambire a scenari più ambiziosi per la prossima stagione.

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