Juve-Inter tra le polemiche c’è chi la scampa

Il derby d’Italia numero 241, la partita più giocata nel nostro campionato, si conferma un match mai banale che porta con se sempre i suoi strascichi.

Ancora una volta tra i protagonisti in negativo spicca la terna arbitrale con tre rigori (come ammesso anche da Del Piero ai microfoni di Sky) più che discutibili ed altre decisioni sbagliate che hanno condizionano impercettibilmente l’incontro. L’arbitro Calvarese inizialmente decide di arbitrare all’inglese lasciando correre per la maggior parte dei casi, ma richiamato al Var si fa influenzare e ritorna su suoi passi.

Il primo rigore concesso ai bianconeri nasce da una mischia in area per fallo di Darmian su Chiellini una libera interpretazione del fischietto di Teramo che lascia un po’ perplessi tutti gli addetti ai lavori.

Nel secondo concesso ai nerazzurri un lieve pestone accidentale di De Light su Lautaro porta al pareggio di Lukaku. Un penalty più che discutibile, in quanto l’argentino aveva perso palla e la Juve già si apprestava nella ripartenza.

Il terzo procurato e poi trasformato dal ottimo Cuadrado è un misto di esperienza e furbizia del colombiano che cerca l’aggancio trovato in parte su Perisic.

Nel mezzo: l’autogoal di Chiellini dopo l’ennesimo corpo a corpo con il gigante belga, che forse andava fermato sul nascere; e l’espulsione a mio avviso eccessiva su Bentancur per secondo giallo, causa uno scontro sempre con l’ex Manchester che l’arbitro giustifica perché l’attaccante lanciato a rete. Nonostante esso si trovi nel bel mezzo di una selva di uomini a limite della trequarti avversaria.

Nel festival degli errori decisi a video, che comunque hanno compensato entrambe le compagini senza scontentare nessuno l’unico a sorridere è Pirlo. Si perché il rigore concesso sullo scadere a Cuadrado, offusca per sua fortuna le scelte sbagliate nei cambi; dove con la squadra in dieci toglie gli uomini di maggiore spessore Chiesa e Ronaldo, i soli in grado di tener palla e dare imprevedibilità alla manovra e consegnandosi così facendo ad un avversario, che per fortuna di cose ha ancora la testa nei festeggiamenti. Passi il cambio del ex Viola optando per Demiral in una giusta scelta difensiva. Ma il portoghese, benché con prestazioni ai minimi storici da quando è sbarcato sotto la mole non andava sostituito. Comunque alla fine dei giochi i fatti gli hanno dato ragione almeno per questo match, ma la sua avventura in bianconero sembra ormai conclusa. Anche il rapporto con il 5 volte Pallone d’Oro, nonostante alle incalzanti domande sulla sostituzione abbia subito gettato acqua sul fuoco dichiarando: un Cr7 concorde in quanto avrebbe fatto volentieri a meno sul lavoro di ripiegamento e sacrificio che avrebbe dovuto compiere (🤔), sembra una arrampicata sugli specchi come tutta questa sua tribolata stagione sulla panchina di Vinovo.

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