Southgate e la jaconata sbagliata ….

Osvaldo Jaconi è ormai un tecnico in pensione di 74 anni, che detiene ancora il record di promozioni conseguite nel panorama calcistico italiano tra dilettanti e professionisti, ben 11 salti di categoria conseguiti. Salì alla ribalta nazionale nella stagione 95-96 quando con il suo Castel di Sangro, cittadina montana Abruzzese di circa 6000 abitanti, arrivò in Serie B dopo aver conquistato la serie C l’anno precedente, insieme a Gabriele Gravina allora presidente della piccola compagine giallorossa. Raggiunse la cadetteria disputando la finale sul neutro dello Zaccheria di Foggia contro il più quotato Ascoli. La cosa che fece scalpore è che a pochi minuti dalla fine dei tempi supplementari sostituì il portiere titolare De Juliis, che non la prese affatto bene, per lo sconosciuto trentaquattrenne portiere in secondo Spinosa, ora preparatore dei portieri a Terni. I fatti gli diedero ragione il numero 12 parò l’ultimo rigore decisivo che permise ai sangrini il grande salto. Quella mossa a cui ne seguirono altre sorprendenti furono battezzate da tutti gli addetti ai lavori le “jaconate”.

Jaconi e Gravina ai tempi del Castel di Sangro

Sorte diversa è invece toccata all’allenatore inglese Southgate, che intravedendo lo spettro dei penalty inserisce negli ultimi secondi del match Sancho e Rashford cecchini infallibili, almeno sulla carta. La differenza tra il mister di Mandello del Lario e il ct d’oltremanica è che il primo ha mandato dentro un ragazzo sconosciuto a cui è passato forse l’unico treno della sua onesta carriera, l’emozione da raccontare ai nipotini, un’occasione che poi alla luce dei fatti non gli sarebbe più ricapitata. Il britannico invece dopo aver giocato tutta la partita con il pullman davanti la porta, ha inserito i due campioni tra i migliori interpreti del ruolo a livello mondiale, che molto probabilmente avrebbero fatto più comodo prima, per tentare di raddrizzare le sorti del incontro. I due trequartisti di Manchester e Dortmund non avevano bisogno di gloria, perché sul treno dei desideri già ci sono da un bel pezzo; ed entrati mentalmente scarichi visto le loro presenze europee centellinate con il contagocce, quando in qualsiasi altra nazionale invece avrebbero fatto sicuramente la differenza.

È vero facile parlare ora a giochi fatti. Un vecchio detto recita: “ con i se e con i ma non si fa la storia”. Ma il palo e Gigio Donnarumma hanno fatto tutto il resto 😉

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