Juve: due giovani per l’immediato

Partito il ritiro alla Continassa, Max Allegri aspetta i primi rinforzi per poter cominciare a plasmare la sua sesta Juve. Il team manager Matteo Fabris e il nuovo direttore sportivo Federico Cherubini sono già da tempo a lavoro pronti ad accontentarlo nelle richieste.

In cima alla lista dei desideri c’è Manuel Locatelli del Sassuolo. La prima offerta bianconera consistente in 35 milioni di euro più bonus (5 milioni per il prestito biennale del cartellino, 30 per il diritto di riscatto, più 7 di eventuale bonus) è stata rimandata al mittente. Il ds emiliano Carnevali dopo il buon europeo del suo giocatore e le conseguenti offerte giunte, Arsenal su tutte, mira alto almeno 40 mln tanto per pareggiare l’offera dei Gunners e riscatto obbligatorio indipendente dagli obiettivi da raggiungere, come quello della qualificazione Champions, che oggettivamente parlando sembra una pura formalità. La sensazione è che comunque l’affare si farà anche per il buon rapporto tra le due società. Il ventitreenne centrocampista rappresenta il profilo ideale già pronto a determinati palcoscenici adatto al modulo di Allegri sia in caso di 4-2-3-1 che con la mediana a tre o quattro, potendo ricoprire i ruoli di play maker e mezz’ala sinistra.

Altro nome che si è fatto largo nelle ultime ore è quello del sampdoriano Damsgaard, anche lui messosi in luce con la maglia della Danimarca nel ultima competizione europea. Attirando su di se le attenzione di diverse big come Barcellona, Totthenam e Liverpool, nonché il Milan in Italia. Il neo tecnico blucerchiato D’Aversa ha fatto sapere di ritenerlo fondamentale per il suo progetto; ma acquistato per 6,5 milioni dal Nordajaelland, il presidente Ferrero ne ha già fissato il prezzo del cartellino a 30. Ventuno anni giocatore di personalità anche lui congeniale al gioco del tecnico livornese. Lo scorso anno Ranieri ha indietreggiato il suo raggio d’azione schierandolo spesso largo a sinistra nel centrocampo a quattro. Meglio però con la Nazionale nei tre davanti, libero di poter esprimere le caratteristiche offensive vista l’abilità nel saltare gli avversari. In un 4-2-3-1 potrebbe giocare sia come trequartista mancino nonostante usi il piede destro che come centrale dietro l’unica punta. Ruolo che sulla carta sarebbe di Dybala, ma il danese garantirebbe più equilibro e copertura con il centrocampo. Con la Joya si giocherebbe sempre il posto anche in caso di 4-3-2-1 sulla stessa corsia mancina. Un dualismo che comunque non dovrebbe portare problemi visti i tanti impegni ravvicinati della stagione bianconera e la giovane età del danese cui avere davanti un campione come l’argentino c’è solo da imparare.

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